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L’area marina protetta di Torre Guaceto (Brindisi) con insediamenti protostorici fortificati

Wall Decal entitled A P3 Orion aircraft on display

Il team di ricercatori impegnati nelle ricerche archeologiche subacquee del progetto Disco di Nebra

È la più antica raffigurazione del cielo: un’opera dallo straordinario valore storico e archeologico. Stiamo parlando del famoso Disco di Nebra, su lastra in bronzo con lamine d’oro: fu deposto intorno al 1600 a.C. tra i boschi del Mittelberg (Germania), dove fu rinvenuto nel 1999 Vtg. Granny Square Crochet Afghan Throw Blanket 84 x 50'' With Multi Coloreeeesda clandestini insieme ad armi e ornamenti in bronzo. E oggi è conservato nel museo archeologico di Halle. Ma le origini delle immagini, la rappresentazione dei fenomeni astronomici sul disco di Nebra non sono dei popoli del Centro-Europa dell’età del BronzoWall Decal entitled A Seastorm, 1752 ma vanno ricercati in Egitto e in Mesopotamia. Per trovare un collegamento del Disco di Nebra con il Vicino Oriente i ricercatori dell’università di Halle stanno cercando indizi al largo della costa brindisina e leccese, utilizzando SeaCat, un modernissimo veicolo autonomo sottomarino progettato e messo a disposizione da Atlas Elektronik. I ricercatori della Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt di Halle, della soprintendenza tedesca e di quella di Brindisi Lecce Taranto hanno iniziato VW Beatle surfisti AUTO foto TREBLE TELA Wall Art Printle ricerche archeologiche subacquee nell’area marina protetta di Torre Guaceto; si proseguirà a Roca Vecchia di Melendugno. “Si cerca il collegamento mancante”, spiega François Bertemes, docente di archeologia preistorica alla Martin-Luther Universität di Halle -. Sappiamo che le origini delle immagini, la rappresentazione dei fenomeni astronomici sul disco di Nebra sono in Egitto e in Mesopotamia. Ma non sappiamo in che modo questa informazione è arrivata in Europa”.

Il famoso disco di NebraVW Kombi Hippie Vintage Mandala Boho Sherpa Fleece Blanket (museo di Halle, in Sassonia) dell’età del Bronzo, una delle più antiche rappresentazioni del cielo

Il Disco di Nebra. La piastra metallica, di forma quasi circolare, con un diametro di circa 32 centimetri, uno spessore di 4,5 mm al centro e di 1,7 mm sul bordo, pesa circa 2 kg, ed è costruita in bronzo, una lega di rame e stagno. Le applicazioni in lamina d’oro presentano una tecnica particolare di lavorazione ad intarsio e sono state aggiunte e più volte modificate. Grazie ad altri ritrovamenti (spade di bronzo, due asce, uno scalpello e frammenti di un bracciale a forma di spirale) è presumibile che il disco sia stato sotterrato intornoWall Decal entitled A Venetian woman, 1882 al 1600 a.C., mentre la data di fabbricazione viene stimata tra il 1700 e il 2100 a.C. Queste applicazioni consistevano inizialmente in 32 piccole placche rotonde, e due più grandi, una rotonda e una a forma di falce; sette delle placche più piccole sono raggruppate in alto tra le due maggiori. Più tardi sul bordo destro e sinistro furono applicati i cosiddetti archi dell’orizzonte, costituiti da oro estratto in altri luoghi, meno puro dal punto di vista chimico; per poterli applicare una delle placche più piccole fu spostata dalla parte sinistra verso il centro, e altre due sulla parte destra furono ricoperte; così, oggi sono visibili solo 30 placche minori. In un ultimo tempo è stato aggiunto un altro arco sul bordo inferiore, ancora una volta con oro di diversa provenienza. Questa specie di barca solare è formata da due linee quasi W091 Sunset Beach Paradise Mare Palme Viny adesivo da parete camera bambiniparallele con sottili tratteggi intagliati sugli angoli esterni. Secondo l’interpretazione dell’archeologo Harald Meller (Ente per l’Archeologia e la conservazione dei monumenti storici di Halle) e dell’ astronomo Wolfhard Schlosser (università di Bochum)Wall Decal entitled Abstract composition le placche più piccole rappresentano le stelle, e il gruppo di sette rappresenta forse le Pleiadi visibili nella costellazione del Toro. Si ritiene che le altre 25 non siano astri, ma semplici decorazioni. Il disco maggiore in un primo momento fu considerato il Sole ma anche la Luna, mentre la falce era la luna crescente. L’insieme dei corpi celesti nel cielo ad ovest, poco prima del tramonto, formato a periodi alterni dalle Pleiadi con la Luna crescente e con la Luna piena, nell’età del bronzo coincideva, rispettivamente, con il 10 marzo e il 17 ottobre; perciò il disco potrebbe essere servito a ricordare il periodo adatto per i lavori dell’agricoltura, dalla preparazione del terreno fino al termine del raccolto.

Il manifesto della mostra al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria “Paolo Orsi. Alle origini dell’archeologia tra Calabria e Sicilia” fino all’8 settembre 2019

Un’immagine dell’archeologoWall Decal entitled Adorned Llama IV roveretano Paolo Orsi in mostra a Reggio Calabria (foto MArRC)

Nel nome di Paolo Orsi. Proprio a lui, autentica autorità nel mondo della ricerca archeologica, al quale si devono i principali ritrovamenti in Calabria e Sicilia, insieme a una metodologia di ricerca e di analisi e un rigore di ricostruzione dei contesti umani e ambientali che ancora oggi costituiscono un modello di riferimento per archeologi, antropologi culturali e restauratori, è dedicata la mostra-evento dell’estate al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, museo che fu proprio Orsi a ideare e a proporne la nascita, concepito come lo scrigno preziosoWall Decal entitled African leopard in grasslands, Kenya, Africa in cui raccogliere i reperti provenienti dagli scavi in tutto il territorio regionale. Tra i meriti indiscussi dello studioso, considerato tra i fondatori dell’archeologia moderna, vi è quello di avere ipotizzato e ricostruito per primo le relazioni tra le popolazioni di Calabria e Sicilia, che si sono mantenute strette nel corso dei secoli fin dall’antichità. Fino all’8W-A. BOUGUEREAU-NASCITA DI VENERE POSTER TELA-immagine di stampa (120x80cm) 116829 settembre 2019, al livello E del museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria, è aperta la mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’archeologia tra Calabria e Sicilia”, a cura del direttore del MArRC Carmelo Malacrino e Maria Musumeci, già alla direzione del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa. Il progetto è co-finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito di un programma europeo di valorizzazione del sistema dei Beni Culturali e per la qualificazione e il rafforzamento dell’attuale offerta culturale presente in Calabria annualità 2018. “Paolo Orsi può essere considerato il primo narratore della grande cultura di questi nostri meravigliosi luoghi e dei popoli che li hannoWall Decal entitled Alarming bianca abitati”, spiega Malacrino. “La sua passione nella ricerca attraverso lo scavo e lo studio si univa al rigore dello scienziato positivista nell’annotare dettagli, riflessioni, ipotesi ricostruttive sui suoi taccuini, tanto da essere un esempio da seguire anche oggi per gli specialisti. Sulle tracce di Orsi, in collaborazione col museo Archeologico regionale di Siracusa a lui intitolato, proponiamo ai nostri visitatori un percorso straordinario alle origini dell’archeologia”.

La Gorgone dal museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa (foto MArRC)

Oltre 230 reperti sono esposti in un percorso storico-biografico-tematico articolato attraverso differenti strumenti di Wah-ktä-GE-li un Dakota indiani rossoskin Bodmer Sioux Missouri indiani 307comunicazione e apparati didattici, per offrire ai visitatori un unico e straordinario, suggestivo racconto della Calabria e della Sicilia sulle tracce dell’attività svolta da Paolo Orsi in più di quarant’anni. L’allestimento presenta, nella sezione introduttiva, la personalità scientifica e la biografia personale e professionale Wall Decal entitled Altitude Vdi Paolo Orsi. I risultati dei principali contesti di ricerca sono esposti secondo un criterio di datazione cronologica in cinque sezioni: Preistoria e Protostoria della Sicilia e della Calabria (dal III millennio all’VIII secolo a.C.), Città e Santuari dei Greci d’Occidente (dal VII al IV secolo a.C.), Sicilia e Magna Grecia in età romana (dal III secolo a.C. al VI d.C.), il Medioevo (fino al XIV secolo d.C.). Tra i meriti riconosciuti a Orsi dagli studiosi vi è, infatti, anche quello di avere per primo indagato il periodo medioevale e, in particolare, a cavallo tra la dominazione bizantina e quella normanna.

Il direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, alla mostra “Paolo Orsi. Alle origini dell’archeologia tra Calabria e Sicilia” (foto StrettoWeb / Salvatore Dato)

“Paolo Orsi è una figura eccezionale e complessa”, riprende Malacrino. “Ha improntato tutta la sua attività appassionata e rigorosa sullo scavo in luoghi spesso impervi e inesplorati, il recupero dei materiali rinvenuti, la salvaguardia del patrimonio culturale e la valorizzazione del territorio. L’archeologo di Rovereto ha contribuito in maniera decisivaWall Decal entitled An Apple a Day, Keeps the Doctor awayalla conoscenza del passato della Calabria, nell’ambito di una visione illuminata della cultura come strumento di riscatto di un territorio e di progresso. Fu proprio Orsi – continua il direttore – a sognare un grande museo Archeologico nazionale a Reggio Calabria, capace di unificare in una sola storia le diverse realtà territoriali. Mostrò così una straordinaria capacità diWake In Cloud - Feather Duvet Cover Set, Cotton Sateen Bedding, Bird Feather on costruzione di una sola identità culturale calabrese, superando i provincialismi. Questa mostra inaugura una collaborazione con il prestigioso museo Archeologico di Siracusa intitolato a Orsi con l’intento di presentare al pubblico la vita e le scoperte archeologiche di questa figura affascinante come occasione per conoscere o riscoprire il patrimonio culturale di due regioni che sono rimaste in stretta relazione, nel corso della storia, condividendo abitudini, tradizioni, esperienze”.

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Il meraviglioso complesso statutario del Cavaliere di Marafioti, conservato al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria (foto MArRC)

I reperti testimonial dell’esposizione sono due capolavori dell’arte greca occidentale, entrambi datati V secolo a.C.: il meraviglioso complesso statutario del Cavaliere di Marafioti, della collezione del MArRC, e la seducente seppur mostruosa Gorgone-Medusa, bene culturale del patrimonio archeologico del museo siracusanoWake Up And Makeup Quote Wall Art Poster. Le opere, che sono i “fiori all’occhiello” dei due istituti museali organizzatori, accolgono i visitatori all’ingresso alla mostra, per introdurli al fascino senza tempo di un viaggio straordinario sulle tracce dei reperti rinvenuti da Paolo Orsi nei suoi scavi in Calabria e Sicilia.

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Una vetrina dell’allestimento della mostra “Paolo Orsi” con alcune terrecotte da Locri Epizefiri (foto MArRC)

Tra gli oggetti in mostra più suggestivi si segnalano, della collezione del MArRC: gli elementi architettonici di Reggio, di età tardo-arcaica, provenienti dagli scavi dell’Odeon e nell’area in cui è stato costruito il Palazzo della Prefettura; una protome femminile di grandi dimensioni del VI secolo a.C. e una serie di eccezionali pinakes (tavolette in terracotta) del V secolo a.C., provenienti dal Santuario dedicato a Persefone nella valle della Mannella, nell’antica Locri-Epizefiri; un delicato Busto di Afrodite in terracotta con in braccio Eros, Walking Dead CAST-TOP AMERICA Serie TV Wall Art POSTER di grandi dimensioni foto su teladel V secolo a.C., proveniente dall’antica Medma. Della collezione del museo Archeologico regionale “Paolo Orsi” di Siracusa: una lekythos (vaso porta unguenti) del V secolo a.C. proveniente da Gela, di alto valore artistico e straordinaria intensità, che ritrae una donna a piedi scalzi e lo sguardo rivolto all’indietro, con indosso un chitone nero e un himation (mantello) raccolto sulla spalla; un’antefissa silenica rinvenuta nella stessa area della Sicilia centrale, tipica della produzione siceliota tra il VI e il IV secolo a.C.; una coppa (kotyle) a tema erotico del VI secolo a.C., che raffigura una scena orgiastica e reca sotto il piede un’iscrizione graffita che attesterebbe la vitalità dell’ethnos indigeno ancora nel VI secolo a.C.; una serie di piatti in maiolica invetriata di epoca medioevale trovati negli scavi nell’area di Siracusa, che testimoniano le influenze arabe nella produzione artistica normanna.

A disposizione dei visitatori un servizio di audioguide in quattro lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo), per offrire un’esperienza di conoscenza approfondita e coinvolgente, nella scoperta a ritroso nel tempo della storiaWall Art Canvas Picture Print - Beauty Make-up Salon rosso Lips Hair 0108 1.1 biografica e professionale di Paolo Orsi e, insieme, degli eccezionali risultati della sua attività di archeologo attraverso lo scavo e lo studio in Calabria e Sicilia. E un ricco catalogo, di alto profilo scientifico, che accoglie i contributi degli specialisti in un indice che ripercorre la linea temporale del piano mostra. Il corredo iconografico comprende fotografie originali dell’archivio del MArRC. Tra gli apparati didattici rivolti soprattutto ai ragazzi, è a disposizione una lavagna interattiva, per la ricostruzione storica in una rete di percorsi tematici sulle orme di Paolo Orsi. In un meraviglioso viaggio nel tempo,Wall Decal entitled Animal Playhouse si potrà conoscere meglio il lavoro dell’archeologo e gli strumenti che usa, il contesto sociale e culturale in cui operò l’illustre intellettuale cui è intitolata la mostra, ruoli e istituzioni nell’ambito dei Beni Culturali, le Wall Art Canvas Picture Print - Freestyle Modern Dancer M017 3.4collezioni dei due principali musei della Calabria e della Sicilia organizzatori, i luoghi in cui avvennero i ritrovamenti di Orsi nelle due regioni e le civiltà che le abitarono.

Wall Decal entitled Antique shotgun

La firma del protocollo d’intesa tra il procuratore del Tribunale di Torre Annunziata, procuratore Pierpaolo Filippelli, e il Parco archeologico Wall Art Canvas Picture Print - Manhattan Brooklyn Bridge Sunset 1.1di Pompei, dg Massimo Osanna (foto parco archeologico di Pompei)

Il caso di Civita Giuliana era stato emblematico. Ricordate i titoli? “Straordinaria scoperta tra i cunicoli di scavi clandestini di Civita Giuliana” (vedi Wall Art Canvas Picture Print - bianca lion in moon light 2.1). E ancora: “A Civita Giuliana, nel settore non danneggiato irrimediabilmente dai tombaroli, trovati una stalla con cavalli di razza e una mangiatoia, e una sepoltura di età imperiale”. Scavi clandestini. Una piaga. Ma da Pompei arriva una risposta che potrebbe essere d’esempio per altre aree d’Italia con la firma, giovedì 1° agosto 2019, di un protocollo d’intesa tra il Parco archeologico di PompeiWall Decal entitled Aria II e il Tribunale di Torre Annunziata. Da Pompei parte dunque un modello pilota per contrastare il saccheggio e il traffico di reperti archeologici cheWall Art Glass STAMPA FOTO SU TELA GRANDE Coloreeeeeazione tintura Stringa p185373 125x50cm è l’obbiettivo alla base dalla collaborazione istituzionale tra il Parco archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, già avviata con successo da tempo e che si è formalizzato, appunto con la firma del protocollo d’intesa tra il procuratore F.F, Pierpaolo Filippelli, e il direttore generale, Massimo Osanna.

Wall Decal entitled Asian Vases II

I carabinieri esplorano i cunicoli clandestini nel sito archeologico di Civita Giuliana

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I cunicoli dei tombaroli individuai dal laser scanner dei carabinieri